Filippo Lovato
audioVisioni

La terza dimensione tra Caravaggio e Kubrick

I videoclip non sono solo appannaggio del pop. Per promuovere Works&Reworks, il disco bachiano del pianista islandese Víkingur Ólafsson, artist of the year ai Grammophone Awards del 2019, Deutsche Grammophon ha diffuso questo video diretto da Magnus Leifsson. Guardatelo: l’uscita dei personaggi dai moduli bianchi ancorati al sobrio paesaggio nordico pare di buon augurio in tempi di reclusione forzata. La finestrella alta che irradia di sole la stanza del pianista ricorda il Caravaggio della Conversione di San Matteo. Le inquadrature in controluce e l’assembramento muto di una varia umanità che si riunisce per ascoltare la musica fa pensare (absit inuria) agli ominidi di Kubrick incantati dal levigato mistero del monolite.
La forza magnetica che ha attirato tutti è la trascrizione per piano di August Stradal dell’Andante (qui Adagio) dalla Triosonata per organo n. 4 BWV 528 di Bach, musica sublime cui le dinamiche del pianoforte conferiscono quasi una terza dimensione.